IL NOSTRO CONSIGLIO IN BREVE
Il reflusso gastroesofageo è un disturbo fastidioso e molto comune che peggiora sensibilmente la qualità della vita di chi ne soffre. In questo articolo vediamo insieme cause, rimedi e dieta consigliata per prevenirlo.
Il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto diffuso: ne soffre circa il 20-30% della popolazione adulta europea e tende a peggiorare nei cambi di stagione.
È una condizione che non provoca danni permanenti all’organismo, ma se ne hai sofferto, sai quanto possa influire negativamente sulla qualità della vita.
Scopriamo ora insieme cause, rimedi e l’alimentazione consigliata per prevenire il reflusso.
Cos’è il reflusso?
Il reflusso gastroesofageo è un disturbo caratterizzato dalla risalita dei succhi gastrici dello stomaco nell’esofago, provocando reflusso acido e bruciore di stomaco, sintomi fastidiosi che possono verificarsi soprattutto dopo i pasti o quando ci si sdraia.
In molti casi, si tratta di un episodio occasionale, facilmente gestibile con piccoli accorgimenti nello stile di vita e nell’alimentazione.
Però, se gli episodi diventano frequenti e quotidiani, possono compromettere la qualità della vita di chi ne soffre, rendendo necessario un intervento mirato per ripristinare l’equilibrio gastroesofageo.
Sintomi comuni del reflusso gastroesofageo
I sintomi da reflusso gastroesofageo possono essere suddivisi in sintomi tipici o atipici.
I sintomi tipici sono:
- rigurgito acido: il cibo ingerito involontariamente risale verso la bocca accompagnato da una forte sensazione di acidità e amaro;
- bruciore di stomaco;
- dolore retrosternale: un dolore localizzato dietro allo sterno che si irradia dal petto fino alla schiena;
- difficoltà digestive, associate anche a fenomeni di eruttazione;
- nausea.
I sintomi atipici sono:
- tosse cronica e secca;
- raucedine e disfonia;
- asma;
- erosioni allo smalto dei denti.
I sintomi del reflusso si possono presentare in modo continuativo durante la giornata, oppure in modo intermittente. Ad esempio, potremmo soffrire di questi sintomi al risveglio, dopo i pasti e durante la notte o solo in determinate posizioni (da sdraiato o piegato in avanti).
Principali cause del reflusso
Il reflusso gastroesofageo è causato principalmente dal malfunzionamento della valvola che regola il passaggio del cibo dall’esofago allo stomaco e che impedisce la risalita degli acidi gastrici.
Le cause più comuni sono però legate alle proprie abitudini:
- alimentazione scorretta;
- sedentarietà;
- sovrappeso;
- fumo.
Altre cause sono invece da ricercare nello stress, nell’ansia e nelle difficoltà legate al sonno, che in periodi particolarmente intensi possono aggravare il problema.
Infine, anche l’uso di alcuni farmaci, come i calcio-antagonisti (usati per trattare i disturbi cardiovascolari) e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), può contribuire allo sviluppo dei sintomi.
Reflusso in gravidanza
Nel corso della gravidanza il corpo di una donna cambia di giorno in giorno in modo sorprendente.
In questo periodo, specialmente durante il terzo trimestre, il bruciore di stomaco legato al reflusso gastroesofageo può diventare più intenso e frequente.
Questo fenomeno è legato soprattutto agli sbalzi ormonali, in particolare all’aumento dei livelli di estrogeni e progesterone, che stimolano una maggiore produzione di succhi gastrici e rallentano i processi digestivi.
Tutto ciò non ha però ripercussioni dirette sulla salute del bambino o sull’evoluzione della gravidanza, ma, in alcuni casi, può influenzare molto negativamente la quotidianità della futura mamma.
Per questo è importante seguire alcune accortezze, come evitare cibi pesanti, molto unti o ricchi di proteine e incrementare l'assunzione di Vitamina B1 e B2 attraverso l'alimentazione.
Dieta e reflusso: cibi da evitare
Attraverso piccole accortezze sull’alimentazione e su quello che portiamo a tavola ogni giorno possiamo intervenire per prevenire gli episodi di reflusso e ridurne gli effetti negativi.
Ecco alcuni cibi e bevande che sarebbe meglio evitare o limitare:
- formaggi molto grassi;
- alimenti acidi (pomodoro, agrumi, ananas, aceto);
- cibi molto grassi e fritti;
- insaccati e carni affumicate;
- condimenti speziati o molto piccanti;
- cioccolato e dolci;
- alcolici;
- bevande gassate;
- bevande contenenti caffeina.
Cosa mangiare con il reflusso
Vediamo ora alcuni cibi e bevanda da privilegiare se si soffre di reflusso gastroesofageo:
- formaggi come ricotta, mozzarella, grana;
- latte intero o scremato;
- pasta, riso e cereali;
- zuppe di verdure;
- carni magre come pollo e tacchino;
- pesce;
- vegetali come patate lesse, zucchine e broccoli;
- biscotti secchi;
- miele e marmellata;
- bevande non gassate.
Anche il metodo di cottura è importante: preferiamo quelli semplici con pochi grassi, come cottura a vapore o in padella.
La frequenza dei pasti è un altro aspetto da curare: sarebbe consigliato fare piccoli pasti ma frequenti (3 pasti principali e 2 spuntini).
Infine si consiglia di bere circa 2 litri di acqua al giorno, preferibilmente lontano dai pasti per non ostacolare la corretta digestione.
Rimedi consigliati per il reflusso
La sintomatologia del reflusso gastroesofageo può migliorare non solo curando l’alimentazione, ma anche attraverso piccoli cambiamenti nelle azioni quotidiane.
Quante volte ci è capitato di stenderci subito dopo un pasto per fare una bella pennichella? Purtroppo, per chi soffre di questa problematica sarebbe meglio evitare di stendersi e/o dormire nelle 2-3 ore successive per non aumentare gli effetti negativi.
A volte possono essere utili prodotti in grado di ridurre il reflusso acido, proteggere la mucosa dell’esofago e limitare il bruciore.
Attivi capaci di svolgere queste azioni sono ad esempio l’alginato, una fibra derivante da alcuni tipi di alghe che, a contatto con l’acido dello stomaco reagisce formando un gel viscoso e leggero che ricopre e protegge la mucosa gastrica.
I carbonati e bicarbonati permettono inoltre di tamponare e neutralizzare l’acidità gastrica.
In caso di tosse persistente è possibile associare anche l’uso di uno sciroppo lenitivo.
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Quando è necessario rivolgersi ad uno specialista?
Il reflusso gastroesofageo, come abbiamo visto, può essere una condizione occasionale, gestibile con semplici accorgimenti alimentari, sullo stile di vita e integrazione specifica, che spesso portano a un’attenuazione o regressione dei sintomi.
Quando però i disturbi diventano frequenti e quotidiani è fondamentale approfondire la situazione con un medico specialista e, se necessario, intervenire farmacologicamente per evitare la comparsa di problemi più seri.